“ConTeSto” arrivederci a presto, o meglio a domani!

Il progetto CON-TE-STO è finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed è realizzato da Salesiani per il Sociale APS (ente capofila), Cinecircoli Giovanili Socioculturali APS e Turismo Giovanile e Sociale APS. Il progetto intende ridurre la forbice delle diseguaglianze sociali e di opportunità educative e formative contrastando i fenomeni incipienti di deprivazione e povertà educativa minorile. Ecco come è andata a Soverato, una delle nostre sedi di attuazione del progetto, tramite il racconto di don Mimmo Madonna.

È una fortuna che io possa chiamarti “ConTeSto”! Ebbene sì, dopo questi mesi trascorsi insieme, senza avere sempre la coscienza di capire se ce l’avresti fatta o meno a recuperare quanto ti hanno sottratto qualche anno fa, quando ti hanno comunicato improvvisamente che per un bel po’ non avresti potuto vivere come fino a quel fatidico giorno. Da quel momento la chiusura. La chiusura della scuola, dell’oratorio, del parco giochi, della pista ciclabile, del lungomare e, soprattutto, dei tuoi sogni e della tua voglia naturale di volare e correre, e qualche volta di studiare. Solo la tua casetta, la tua camera, la tua bella e sofferente famiglia.

Però posso chiamarti “ConTeSto” e questa è l’unica cosa di cui non dobbiamo gioire. Dobbiamo essere contenti, adesso, di tutto quello che prima non capivamo e non comprendevi.
Certo, non hai ancora i sentimenti a posto, caro “ConTeSto”, e questa è un’altra fortuna. Così come non sai che non sei l’unico a cui è capitato tutto questo, che non sarai l’ultimo, con ogni probabilità, per quanto noi tutti non facciamo che ripeterci ogni volta: non accadrà mai più. Non sai che ci siamo occupati di un altro come te, di altri per la precisione, e loro non ce l’hanno fatta, hanno ceduto proprio pochi giorni fa alle forze della natura e alla superficialità dell’uomo. Dove? In Siria, in Turchia, in Ucraina e sulle coste dove facciamo i tuffi in estate.

Ti ricordi che abbiamo lavorato per realizzare la scatola della memoria e dei ricordi? Molte volte mi hai chiesto, sollecitato dagli adulti che ti circondano: “ma tutto quello che è accaduto non dovrei buttarlo nel dimenticatoio e fare finta di niente, e pensare soltanto a riprendermi ciò di cui sono stato privato?” In verità, devo confessarti, che le cose non stanno proprio così, che delle tracce rimarranno e peseranno, ma facciamo finta che siano comode scappatoie della mente umana. Preferiamo attenerci ai fatti e all’evidenza. Ciò che conta è che tu faccia quel che noi fatichiamo a fare: perdonare chi è stato e viene accusato di averti dimenticato, come fanno con tanti amici della tua età. Non dimenticare e credi che “tutto andrà nuovo”. Noi adulti, o almeno quelli di noi che in questi tempi di disorientamento globale riescono a pensare con ostinazione che le cose torneranno a girare in un verso di nuovo più sensato, credono di sapere che tutto quello che succede di male nel mondo, come averti privato della tua libertà di esprimerti, nasce da un altro male. Direbbe Sant’ Agostino che “non si può parlare di tempi difficili, ma di uomini difficili”. Quel che stiamo cercando di dirti, forse, è che il nostro modo di stare in apprensione per te è il nostro modo di ammettere con onestà che non ci tiriamo fuori dalle responsabilità di tutto questo.

Ma come per un dono inaspettato è arrivato qualcun altro e ha trovato te e ti ha chiamato “ConTeSto”. Questo nome serve per trasformarti da un ragazzo ferito dalla pandemia e da altri problemi. Non serve per “etichettarti” che sei un BES o altro ancora. Soltanto “ConTeSto”. Si, perché l’etimologia del tuo nome dice che tu sei più connesso di noi adulti, con un legame autentico, alla vita che vivi. E tu adesso, se hai capito quel che voglio dirti ce la devi fare, perchè questi anni difficili non sapremo quando termineranno, ma in questi anni nessuno dovrebbe sentirsi solo, sconnesso, slegato dalla propria vita. Nemmeno uno. Per questo “ConTeSto” resto con te, con un legame bello che il tuo nome mi ha ispirato fin da quando ci hanno fatto incontrare.

Don Mimmo Madonna, direttore Istituto Sant’Antonio di Padova

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