Eccoci al racconto di come è andata un’altra Passeggiata di Don Bosco: quella organizzata dalla realtà di Montebelluna!
Sabato 18 maggio si è svolto il recital “ritratti dalla luce”, che ha visto la partecipazione dei bambini del catechismo e dei ragazzi delle superiori, insieme agli animatori più grandi, alle suore e al don.
I genitori hanno avuto il privilegio di vedere i loro figli recitare, rappresentare e raccontare la storia di santi e beati che hanno calpestato il suolo veneto: S. Gaetano Thiene, Santa Bakhita, la Serva di Dio Lucia Schiavinato, S. Giovanni Calabria, Santa Maria Bertilla Boscardin, S. Pio X.
Ma in mezzo alle figure di tutti i santi c’era un posto vuoto: alla fine si scopre che “il posto vuoto è per tutti, è il posto di ognuno perché ciascuno di noi è chiamato a diventare santo” e che “ogni lumino, che è uscito ogni volta dalla porta della nostra chiesa, rappresenta lo Spirito Santo. Lo abbiamo portato qui dopo la vita di ogni personaggio, simboleggia quella luce che ha illuminato, illumina e illuminerà tutti noi, se avremo il coraggio di fidacsi di Dio e di lasciarci chiamare da Lui perché la Sua luce viva in noi” (dal copione del recital).
Gli applausi finali ripagano bambini e animatori di tutti gli sforzi fatti per la preparazione!
Ma è finita qui? Non proprio….
Immaginate una giornata uggiosa, il vento freddo da nord, le nuvole cariche di pioggia, qualche goccia che comincia a scendere, prima timida, poi insistente. Tipica atmosfera novembrina. E invece era il 19 maggio!
Ma i Montebellunesi, pur decimati dal tempo, non demordono: la Passeggiata di Don Bosco si farà!
E allora via, si parte! Destinazione: i luoghi della Prima Guerra Mondiale, sul Montello, la collina che sovrasta la città di Montebelluna.
Prima tappa: il santuario di Santa Maria della Vittoria, costruito nel punto più alto del Montello (371 metri s.l.m.) appunto dopo la vittoria della Grande Guerra. Qui il gruppo segue la Santa Messa, per cominciare questa giornata domenicale come avrebbe voluto Don Bosco.
E poi, raggiunti anche dagli amici provenienti da Verona, si riprende la corriera e arriviamo a Nervesa della Battaglia, dove si trova l’Ossario dei Caduti, grande monumento in stile fascista che ospita al suo interno i resti di circa 9000 soldati italiani morti in guerra. La giornata piovosa aumenta il clima di rispettoso silenzio che accompagna la nostra visita, lungo i freddi corridoi che raccontano quante vite ci sono volute per rendere noi, oggi, persone libere.
La visita al Sacello di Francesco Baracca, asso dell’aviazione italiana caduto sul Montello col suo aereo contrassegnato dal cavallino rampante (oggi simbolo della Ferrari), conclude una mattinata di rimembranze storiche dal sapore dolceamaro.
E’ ora del pranzo e si torna verso Santa Maria della Vittoria, per gustare le tagliatelle col sugo fatto in casa e delle particolari frittelle di fiori d’acacia. Compagnia e chiacchiere non mancano e in men che non si dica spunta il sole!
Piacevolmente sorpresi dall’insperato cambio meteorologico, decidiamo di cambiare anche noi il programma: una bella passeggiata per i colli ci sta tutta! Ecco allora alle prese –è proprio il caso di dirlo!- con le “prese” del Montello, cioè le vie che lo percorrono trasversalmente da nord a sud; mèta: l’Osservatorio del Re, da dove Vittorio Emanuele III osservava i campi di battaglia lungo il fiume Piave.
La facile camminata è resa più interessante dalle spiegazioni naturalistiche, storiche e geologiche di Francesco, che racconta la storia del Montello, antico bosco della Repubblica di Venezia, anche in relazione alla Prima Guerra Mondiale.
Giunti all’Osservatorio, una rapida visita delle cantine permette di vedere il panorama come lo vide il re: dalla feritoie si osservano la piana del Piave, le colline di Valdobbiadene (oggi solcate dai vigneti del Prosecco) e, oltre, le montagne da cui provenivano gli austriaci.
La foto è d’obbligo: il sole bacia i belli!!
Il classico ritorno con tappa-gelato ci permette di concludere in bellezza una giornata iniziata d’inverno e finita con la primavera! J


